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Ramandolo

Denominazione di Origine Controllata e Garantita

Ramandolo è una DOCG del Friuli Venezia Giulia, nota soprattutto per i vini dolci. Vitigni: Verduzzo friulano (100%).

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Friuli Venezia Giulia

Da ricordare

Dolce da Verduzzo giallo appassito, con una caratteristica sensazione tannica per essere un bianco.

Storia

Il borgo di Ramandolo compare in un documento del 1273, e nel 1482 un atto notarile ricorda la costruzione della chiesetta di San Giovanni Battista. Alla fiera dei vini friulani di Udine del 1893 un viticoltore di Torlano fu premiato per il suo vino, e negli anni Trenta un agronomo friulano ne scrisse sulla stampa agricola. Riconosciuto nel 1970 come parte dei Colli Orientali del Friuli, è DOCG dal 2001; il terremoto del 1976 colpì duramente la zona.

Territorio

Colline terrazzate tra Nimis e Tarcento, ai piedi del Monte Bernadia, che fa da barriera alla tramontana; i vigneti stanno tra circa 250 e 410 metri, con pendenze anche oltre il 30% ed esposizione a mezzogiorno. Il suolo è la ponca, marna eocenica alla base dei calcari del monte. Piove molto, oltre 2.200 mm l'anno, e le escursioni termiche prima della vendemmia sono forti.

In cantina

Le uve si possono appassire sulla pianta o in locali ventilati e condizionati; nelle annate favorevoli può svilupparsi la muffa nobile. La resa massima è di 8 tonnellate per ettaro, il legno è ammesso e il titolo totale minimo è 14% vol. Il Ramandolo si vende da novembre dell'anno dopo la vendemmia; la Riserva dal 1° dicembre del terzo anno.

Nel bicchiere

Giallo dorato più o meno intenso, con profumi di acacia, frutta matura e miele. In bocca è dolce e vellutato, con una sensazione tannica più o meno marcata che ne equilibra la dolcezza. La Riserva è più strutturata e può ricordare agrumi, frutta candita e tè verde.

Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.

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