Che differenza c’è?
I vini che si confondono più spesso, messi uno accanto all’altro: la risposta in due righe, poi una tabella con vitigni, zona e regole, e il trucco per ricordarli.
- Barolo o Barbaresco: che differenza c’è? Stesso Nebbiolo, zone diverse: il Barolo invecchia più a lungo.
- Chianti o Chianti Classico: che differenza c’è? Due DOCG distinte: il Classico è solo l’area storica tra Firenze e Siena.
- Brunello o Rosso di Montalcino: che differenza c’è? Stessa uva e stesso comune: cambia il tempo prima della vendita.
- Brunello o Vino Nobile di Montepulciano: che differenza c’è? Due Sangiovese senesi: in purezza il Brunello, almeno 70% il Nobile.
- Vino Nobile di Montepulciano o Montepulciano d’Abruzzo? Il tranello classico: Montepulciano paese toscano o vitigno abruzzese.
- Valpolicella, Ripasso o Amarone: che differenza c’è? Stesse uve, tre tecniche: uve fresche, ripasso sulle vinacce, appassimento.
- Amarone o Recioto: che differenza c’è? Stesse uve appassite: secco l’Amarone, dolce il Recioto.
- Prosecco DOC o DOCG: che differenza c’è? Una DOC vasta e due DOCG collinari: solo queste sono Prosecco Superiore.
- Prosecco o Franciacorta: che differenza c’è? Glera in autoclave contro metodo classico da Chardonnay e Pinot nero.
- Franciacorta o Trento: che differenza c’è? Due metodo classico: cambiano zona e mesi minimi sui lieviti.
- Asti o Moscato d’Asti: che differenza c’è? Stessa DOCG e stessa uva: spumante l’Asti, frizzante il Moscato d’Asti.
- Taurasi o Aglianico del Vulture: che differenza c’è? Aglianico d’Irpinia contro Aglianico del vulcano lucano.
- Verdicchio dei Castelli di Jesi o di Matelica? Stesso Verdicchio: colline verso il mare a Jesi, valle interna a Matelica.
Ogni confronto si basa sulle schede delle denominazioni, verificate sui disciplinari. Per le parole dell’etichetta, come Riserva o Superiore, vedi il glossario.