Terre Tollesi
Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Detta anche Tullum
Terre Tollesi è una DOCG dell'Abruzzo, nota soprattutto per i vini rossi.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Una denominazione comunale, legata al territorio di Tollo e alla sua lunga tradizione cooperativa.
Storia
Nel territorio di Tollo sono stati trovati dolii e resti di ville rustiche romane; il castrum Tullum compare in un documento del 1062 e il toponimo è registrato nei registri angioini. Tra Quattrocento e Cinquecento il vino della zona partiva probabilmente dal porto di Ortona, e nel Settecento e Ottocento dizionari geografici del Regno di Napoli ne lodano la qualità. Dopo le distruzioni della Seconda guerra mondiale la ripresa del paese si è basata sulla vite. Il disciplinare è stato approvato nel 2008 e modificato più volte, fino al riconoscimento come DOCG.
Territorio
Basse colline con pendenze moderate, tra 80 e circa 230 metri, a pochi chilometri dall'Adriatico; i terreni di fondovalle sono esclusi. I suoli sono di medio impasto tendente all'argilloso, ricchi di carbonati e poveri di sostanza organica. Il clima è temperato, con estati calde e asciutte e circa 700 mm di pioggia l'anno, concentrati tra novembre e aprile.
In cantina
Il Rosso si può vendere dal 1° gennaio del secondo anno dopo la vendemmia; la Riserva invecchia almeno due anni, di cui sei mesi in legno, con rese più basse (9 tonnellate per ettaro contro 12). Pecorino e Passerina escono dal 1° gennaio successivo alla vendemmia. Sono ammesse la pergola abruzzese, il cordone speronato e il Guyot; vinificazione e imbottigliamento avvengono nel comune.
Nel bicchiere
Il Rosso è rubino intenso con riflessi violacei, fruttato di ciliegia e piccoli frutti con cenni di liquirizia e spezie, secco e con tannino misurato; la Riserva va verso il granato, con amarena, mora e confettura e un sorso più vellutato. Il Pecorino ricorda pera, mela e pesca bianca con un tocco di erbe aromatiche; la Passerina è più agrumata e floreale, con chiusura ammandorlata. Entrambi i bianchi sono secchi e di buona acidità.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.