Colline Teramane Montepulciano d'Abruzzo
Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Colline Teramane Montepulciano d'Abruzzo è una DOCG dell'Abruzzo, nota soprattutto per i vini rossi. Vitigni: Montepulciano (almeno 90%), Sangiovese (fino al 10%).
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
La prima DOCG d'Abruzzo: il Montepulciano delle colline tra il Gran Sasso e l'Adriatico, in una versione più strutturata e longeva rispetto alla DOC regionale.
Storia
Lo storico greco Polibio, nel II secolo a.C., collegava già il territorio teramano alla fama dei suoi vini; a fine Ottocento i manuali per il commercio delle uve descrivono una viticoltura in cui Montepulciano e Sangiovese erano le uve nere principali. La zona ottenne la DOC nel 1968 come parte del Montepulciano d'Abruzzo e la DOCG nel 2003. Nel 2023 il nome è stato invertito da "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" all'attuale.
Territorio
Colline e altopiani tra il mare Adriatico e i massicci del Gran Sasso e dei Monti della Laga, con vigneti fino a 550 metri e fondivalle umidi esclusi. I suoli sono soprattutto argilloso-limosi, più sciolti verso la costa, con esposizioni prevalenti a sud-sudest. Le montagne vicine creano forti escursioni tra giorno e notte; le piogge vanno da circa 700 mm l'anno sulla costa a 800 nell'interno.
In cantina
Il vino base invecchia almeno un anno, di cui due mesi in bottiglia; la Riserva almeno tre anni, di cui uno in botti di legno e due mesi in bottiglia, contando dal 1° novembre della vendemmia. L'arricchimento è vietato e la resa massima è di 9,5 tonnellate per ettaro. Vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento devono avvenire nella zona.
Nel bicchiere
Rubino intenso con riflessi violacei, che con gli anni vira al granato. Il profumo è intenso, di frutti rossi maturi e spezie; il sorso è secco, armonico, con tannino ben presente. La Riserva aggiunge note eteree e di confettura e risulta più corposa e vellutata.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.