Terracina
Denominazione di Origine Controllata. Detta anche Moscato di Terracina
Terracina è una DOC del Lazio, nota soprattutto per i vini dolci.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
DOC costiera del basso Lazio dedicata a un Moscato locale, il Moscato di Terracina. Non è solo vino dolce: esiste anche la versione secca.
Storia
In epoca romana tra Fondi e Terracina, l'antica Anxur, si produceva il Cecubo, citato da Orazio, Plinio e Columella. Paludi e malaria fecero poi decadere la viticoltura; gli statuti di Terracina approvati nel 1504 la regolavano e le bonifiche, avviate nel Rinascimento, si conclusero negli anni Trenta del Novecento. Intorno al 1917 il Moscato di Terracina copriva circa 1.500 ettari; la DOC è stata approvata nel 2007.
Territorio
Circa 27.500 ettari tra il bordo sud della pianura pontina e le pendici occidentali dei Monti Ausoni, con vigne dal livello del mare fino a oltre 800 metri. I suoli vanno dalle sabbie calcaree delle antiche dune alle alluvioni della piana di Fondi, fino alle terre rosse argillose delle valli interne, su un substrato di calcari e dolomie. Il clima è mediterraneo e caldo, con estati secche e autunni soleggiati con forti escursioni tra giorno e notte.
In cantina
Le vigne devono essere allevate a spalliera: tendoni e pergole sono vietati. Il Passito si fa con uve appassite sulla pianta o in locali adatti, senza riscaldamento, fino a un titolo naturale di almeno 15,5% vol. Lo Spumante si ottiene con fermentazione in autoclave (metodo Martinotti) e resta in elaborazione almeno un mese; l'imbottigliamento deve avvenire nella zona.
Nel bicchiere
Il Secco va dal paglierino al lievemente dorato, con un profumo fragrante e un sorso asciutto ma aromatico, tipico del Moscato. L'Amabile ha un profumo più intenso, il Passito è dorato con riflessi ambrati, dolce e vellutato. Lo Spumante è paglierino tenue, fresco e aromatico, in versioni che vanno dal brut nature al dolce.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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