Castelli di Jesi Verdicchio Riserva
Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva è una DOCG delle Marche, nota soprattutto per i vini bianchi. Vitigni: Verdicchio (almeno 85%).
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
La versione Riserva del Verdicchio dei Castelli di Jesi, che mostra quanto questo bianco sa evolvere nel tempo.
Storia
Nella zona la vite fu reintrodotta e diffusa dai monaci benedettini e camaldolesi; all'inizio del Cinquecento lo studioso spagnolo Gabriel Alonso de Herrera citava già il Verdicchio, e nel 1871 una commissione ampelografica della provincia di Ancona lo descrisse come 'Verdicchio o Verdeccio'. Negli anni Cinquanta del Novecento si diffuse la bottiglia ad anfora che ne ha accompagnato la notorietà. La Riserva nasce come tipologia della DOC nel 1995 ed è diventata DOCG autonoma nel 2010.
Territorio
Le colline del bacino dell'Esino, a circa 20 chilometri dal mare, nei comuni storicamente chiamati 'Castelli' attorno a Jesi; l'Appennino fa da riparo alle spalle. La maggior parte dei vigneti sta tra 80 e 280 metri, su suoli profondi, argillosi e ricchi di calcare. Il clima è collinare, con piogge moderate (700-800 mm l'anno) ed estati calde.
In cantina
La Riserva deve affinare almeno 18 mesi, di cui almeno 6 in bottiglia, contati dal 1° dicembre dell'anno di vendemmia. Le uve devono avere almeno 12% vol naturali e il vino almeno 12,5% vol al consumo; l'arricchimento è vietato. L'uso del legno non è obbligatorio.
Nel bicchiere
Giallo paglierino più o meno carico, con profumo delicato e caratteristico. In bocca è secco ed equilibrato e chiude con una nota leggermente amarognola, tipica del Verdicchio; se affinato in legno può mostrarne un lieve sentore.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.