Cinque Terre
Denominazione di Origine Controllata. Detta anche Cinque Terre Sciacchetrà
Cinque Terre è una DOC della Liguria, nota soprattutto per i vini bianchi. Vitigni: Bosco, Albarola e/o Vermentino (almeno 80%).
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Da ricordare
Vigne su terrazze a picco sul mare, sostenute da muretti a secco. Lo Sciacchetrà è il passito da uve appassite, con le stesse uve bianche del vino secco.
Storia
In questa costa si coltiva la vite almeno dal VI-V secolo a.C., e già Plinio ricordava i vini di Luni. I terrazzamenti arrivarono alla massima estensione nell'Ottocento; la filossera, intorno al 1920, distrusse gran parte dei vigneti, poi ricostruiti con viti innestate. Bosco, Albarola e Vermentino si sono affermati solo all'inizio del Novecento, mentre il nome Sciacchetrà compare verso la fine dell'Ottocento. La DOC è stata approvata nel 1973.
Territorio
Vigne su pendii ripidissimi, con pendenze tra il 35 e il 50%, quasi tutte entro due chilometri dal mare e in prevalenza tra 50 e 500 metri, esposte a sud-ovest. I suoli sono sottili, sassosi e molto drenanti, poco calcarei, formati su antiche rocce sedimentarie marine. Il clima è mite, con piogge concentrate in primavera e autunno ed estati asciutte.
In cantina
Le rese restano basse: 9 tonnellate per ettaro, 8,5 nelle tre sottozone. Per lo Sciacchetrà le uve appassiscono in ambienti ventilati fino ad almeno 19% vol potenziali e la resa in vino non supera il 32%. Lo Sciacchetrà si vende dal 1° ottobre dell'anno dopo la vendemmia, la Riserva dal 1° ottobre del terzo anno.
Nel bicchiere
Il Cinque Terre secco va dal giallo paglierino al dorato, con profumo netto e un sorso asciutto e sapido, a volte con una nota minerale. Lo Sciacchetrà è dorato fino all'ambrato, con sentori di miele, spezie e frutta secca; in bocca è dolce, strutturato e lungo, con un finale che ricorda la mandorla.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.