Aglianico del Vulture Superiore
Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Aglianico del Vulture Superiore è una DOCG della Basilicata, nota soprattutto per i vini rossi. Vitigni: Aglianico (100%).
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Aglianico coltivato sui suoli vulcanici del Vulture: tannino importante, acidità viva e grande attitudine all'invecchiamento.
Storia
Nel Vulture la vite è documentata dal VII secolo a.C.; Orazio, nato a Venosa, ricorda il vino della zona nelle Odi. Tra Duecento e Quattrocento i pendii tra Melfi, Rapolla e Barile erano coperti di vigne e nel 1589 un inventario contava 110 cantine nelle grotte di Melfi. L'Aglianico del Vulture è DOC dal 1971; la versione Superiore è diventata DOCG nel 2010.
Territorio
Le pendici del Monte Vulture, un vulcano spento alto 1.327 metri, con vigneti tra 200 e 700 metri esposti soprattutto a est e sud-est. I suoli vanno da sabbie e pozzolane ad argille limose; il tufo nel sottosuolo trattiene l'acqua nelle estati secche. Le brezze del massiccio danno forti escursioni termiche e la vendemmia cade spesso tra ottobre e novembre.
In cantina
Le viti sono ad alberello o a spalliera, con resa massima di 8 tonnellate per ettaro e uve ad almeno 13% vol naturali; forzature e irrigazione sono vietate. Il Superiore si vende dal 1° novembre del terzo anno dopo la vendemmia, dopo almeno 12 mesi in legno e 12 in bottiglia. La Riserva esce dal 1° novembre del quinto anno, con almeno 24 mesi in legno e 12 in bottiglia.
Nel bicchiere
Rubino intenso che tende al granato, con riflessi aranciati nella Riserva. Il profumo è intenso; in bocca è secco, sapido e persistente, con tannino ben presente e, a volte, un lieve tocco di legno. La Riserva risulta più armonica.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.