Malvasia delle Lipari
Denominazione di Origine Controllata
Malvasia delle Lipari è una DOC della Sicilia, nota soprattutto per i vini dolci. Vitigni: Malvasia di Lipari con Corinto nero (5-8%).
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Da ricordare
Vino dolce delle Eolie, coltivato soprattutto a Salina. Le uve si appassiscono spesso al sole su graticci.
Storia
Monete di Lipari del V-IV secolo a.C. raffigurano già viti e grappoli, segno di una viticoltura antica legata alla colonizzazione greca. Il vino delle Eolie è ricordato da autori del Cinquecento e dell'Ottocento e premiato all'Esposizione di Parigi del 1900. Fillossera ed emigrazione fecero crollare la produzione nel Novecento; la ripresa è iniziata alla fine degli anni Ottanta. La DOC, tra le prime della Sicilia, è del 1973.
Territorio
Le sette isole vulcaniche delle Eolie, a una quarantina di chilometri dalla costa nord della Sicilia; Salina è l'isola più vitata, seguita da Lipari e Vulcano. I vigneti vanno dal livello del mare a oltre 400 metri, spesso su terrazze sostenute da muretti a secco di pietra lavica. I suoli sono sabbiosi, sottili e molto permeabili; piove poco, quasi solo d'inverno, e il vento è costante.
In cantina
Le uve devono raggiungere almeno l'11% vol naturale. Per il Passito i grappoli appassiscono in modo naturale, tradizionalmente per 10-20 giorni su graticci di canna; il vino non si vende prima del 1° giugno successivo alla vendemmia e deve avere almeno 18% vol totali. Se la resa in vino non supera il 45% può chiamarsi "dolce naturale". Il Liquoroso nasce da vino addizionato di alcol, arriva ad almeno 20% vol e affina almeno sei mesi.
Nel bicchiere
Colore dal giallo oro all'ambrato, profumo aromatico e tipico. In bocca è dolce e aromatico, morbido e persistente senza risultare stucchevole; Passito e Liquoroso sono più concentrati e caldi.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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