Rosso di Montepulciano
Denominazione di Origine Controllata
Rosso di Montepulciano è una DOC della Toscana, nota soprattutto per i vini rossi. Vitigni: Sangiovese, localmente Prugnolo gentile (almeno 70%).
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Stessa zona e stesso Sangiovese del Vino Nobile, ma con regole più leggere: può uscire dal 1° marzo dopo la vendemmia. Tranello: il nome viene dal paese, non dal vitigno Montepulciano.
Storia
Una vigna nel castello di Policiano compare già in una donazione del 789, e nel Cinquecento il bottigliere di papa Paolo III lodava il vino di Montepulciano; nel 1685 Francesco Redi lo celebrò nel ditirambo «Bacco in Toscana». Nel Novecento la produzione si è divisa in due strade: il vino da lungo invecchiamento in legno e un rosso più giovane e fruttato. Quest'ultimo è diventato DOC nel 1988.
Territorio
Colline del comune di Montepulciano tra 250 e 600 metri, le stesse del Vino Nobile, con il fondovalle della Valdichiana escluso. Prevalgono sedimenti marini del Pliocene, soprattutto sabbie nelle parti alte, mentre verso la valle compaiono depositi più recenti e più fertili. Il clima è mediterraneo con estati secche e piogge concentrate in autunno; a fine estate le escursioni tra giorno e notte, maggiori in quota, aiutano lo sviluppo degli aromi.
In cantina
Non è previsto un invecchiamento minimo: il vino si può vendere dal 1° marzo dell'anno dopo la vendemmia. Le uve devono arrivare almeno all'11% vol naturale e la resa massima è di 10 tonnellate per ettaro. Un vino idoneo al Vino Nobile può essere declassato a Rosso di Montepulciano, ma va deciso entro un termine fissato; dopo la scelta non si torna indietro.
Nel bicchiere
Rosso rubino, con un profumo intenso e vinoso in cui prevalgono frutta e fiori. In bocca è secco, di media struttura e leggermente tannico, con buona persistenza; chi lo affina in legno può lasciare un lieve sentore di legno.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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