Asolo Montello
Denominazione di Origine Controllata. Detta anche Montello Asolo
Asolo Montello è una DOC del Veneto, con vini di più tipologie.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Da non confondere con la DOCG Asolo Prosecco, che copre la stessa area ma con la Glera. Qui contano i tagli bordolesi e il Venegazzù, rosso di una piccola sottozona di Volpago del Montello.
Storia
La coltura della vite si fa risalire ai monaci benedettini, insediati attorno al Mille a Santa Bona di Vidor e alla Certosa del Montello. Passata a Venezia nel Trecento, la zona esportava vino già nel Quattrocento, e nel Cinquecento i nobili veneziani vi costruirono ville con vigneti. La DOC è del 1977 con il nome Montello e Colli Asolani, poi diventato Asolo Montello.
Territorio
Il colle del Montello e i Colli Asolani, in provincia di Treviso tra Nervesa della Battaglia e Fonte, ai piedi del Grappa, tra 100 e 450 metri. Sotto c'è un conglomerato cementato coperto da suoli marnoso-argillosi o marnoso-sabbiosi, decarbonatati, acidi e ben drenati; sul Montello le oltre duemila doline aiutano lo sgrondo dell'acqua. Le esposizioni a sud e il riparo dai venti di nord-est danno primavere miti e autunni asciutti.
In cantina
Rosso e Venegazzù si vendono dal 1° settembre dell'anno dopo la vendemmia, dopo almeno sei mesi in botti di rovere. Il Venegazzù Superiore richiede 24 mesi di invecchiamento, di cui almeno 12 in rovere e 6 in bottiglia, e va chiuso con tappo di sughero raso bocca. Gli spumanti si ottengono con rifermentazione naturale, in bottiglia o in autoclave.
Nel bicchiere
Il Rosso è rubino, tendente al granato con l'età, sapido e robusto, con una leggera nota erbacea. Il Venegazzù ha colore rubino o granato intenso, profumo vinoso ed etereo e bocca piena e strutturata. Il Bianco è paglierino con riflessi verdolini, leggermente fruttato e fresco.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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