Orcia
Denominazione di Origine Controllata
Orcia è una DOC della Toscana, nota soprattutto per i vini rossi.
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Da ricordare
La DOC della Val d'Orcia, stretta tra le zone del Brunello e del Nobile di Montepulciano. Anche qui è il Sangiovese a dare i rossi, che con la dicitura Sangiovese devono contenerne almeno il 90%.
Storia
La vite è presente in Val d'Orcia almeno dall'epoca romana, e affreschi medievali di vita rurale ne raccontano la coltivazione. Per secoli il vino si è fatto nelle cantine dei poderi a mezzadria; toponimi come Bagno Vignoni ricordano questa vocazione. La DOC è stata riconosciuta nel 2000.
Territorio
Colline dolci nel sud-ovest della provincia di Siena, ai due lati del fiume Orcia, con un'altitudine media intorno ai 300 metri e punte di 600-700; le vigne sono ammesse fino a 700 metri. I suoli, in prevalenza calcarei e argilloscistosi, sono poco profondi, spesso con la roccia che affiora. Il clima è di tipo continentale-mediterraneo, con circa 800 mm di pioggia l'anno concentrati in autunno e inverno ed estati asciutte.
In cantina
L'Orcia rosso, il Rosato, il Bianco e il Sangiovese si possono vendere dal 1° marzo dell'anno dopo la vendemmia. La Riserva richiede almeno 24 mesi di invecchiamento, di cui 12 in legno; il Sangiovese Riserva almeno 30 mesi, di cui 24 in legno. Il Vin Santo nasce da uve appassite e matura almeno 18 mesi in piccoli fusti fino a 300 litri: esce non prima del 1° novembre del terzo anno dopo la vendemmia, con almeno 16% vol.
Nel bicchiere
Il rosso è rubino e tende al granato con gli anni; profuma di vino giovane e frutta ed è secco e sapido. Il Sangiovese può ricordare la ciliegia e la viola, con più corpo. Il Vin Santo va dal paglierino all'ambra intensa, ha un profumo etereo e può essere secco o dolce, sempre morbido.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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