Terre di Pisa
Denominazione di Origine Controllata
Terre di Pisa è una DOC della Toscana, con vini di più tipologie.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Nata per i rossi delle colline pisane, con la modifica del 2024 comprende anche bianchi e rosato. La tipologia Sangiovese è quasi in purezza.
Storia
La DOC è stata riconosciuta nel 2011 per i rossi delle colline pisane; la modifica del 2024 ha aggiunto bianchi e rosato. La viticoltura della zona ha una lunga storia commerciale: a fine Ottocento a Pisa si tenevano fiere di vini e oli, e i viticoltori locali si organizzarono contro la fillossera con vivai di viti americane. Già allora Sangiovese, Canaiolo e Trebbiano erano indicati come i vitigni dominanti.
Territorio
Colline dolci tra la valle dell'Arno e quella dell'Era, che non superano i 400 metri e stanno in media intorno ai 250. Prevalgono formazioni calcaree e argilloso-scistose, con suoli franco-argillosi o franco-limosi di media profondità, in parte su sabbie e argille plioceniche, capaci di trattenere acqua. Il clima è quello della Toscana centrale, più mite nei comuni a ovest per l'influsso del mare, con piogge concentrate in autunno e inverno.
In cantina
Il Sangiovese si può vendere dopo almeno 18 mesi e il Rosso dopo 12, contati dal 1° novembre della vendemmia; per il Rosso Riserva servono almeno 2 anni di invecchiamento. Bianco, Vermentino e Rosato escono dal 1° gennaio successivo alla vendemmia. Le rese sono di 9 tonnellate per ettaro per i rossi e di 12 per bianchi e rosato.
Nel bicchiere
Il Sangiovese è rosso rubino che tende al granato, con profumi fini di ciliegia e viola; in bocca è asciutto, equilibrato e con un tannino ben presente. La Riserva è più intensa e corposa, talvolta speziata. Bianco e Vermentino sono giallo paglierino, fruttati, secchi e freschi; il Rosato è fruttato e vivace di acidità.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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