Vin Santo di Montepulciano
Denominazione di Origine Controllata
Vin Santo di Montepulciano è una DOC della Toscana, nota soprattutto per i vini dolci.
Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore
Da ricordare
Affinamenti lunghi: almeno 3 anni in legno, 5 per la Riserva e 6 per l'Occhio di Pernice. Il Grechetto qui si chiama Pulcinculo.
Storia
La storia viticola di Montepulciano risale agli Etruschi, e atti di vendita di terreni con vigne sono documentati dal 789. Nel 1830 Giuseppe Giulj, nella sua statistica agraria della Val di Chiana, include il vin santo tra i vini scelti della valle. La DOC è del 1996; secondo una delle ipotesi sul nome, il Vin Santo sarebbe legato a un passito portato a Firenze durante il Concilio del 1439.
Territorio
Colline del solo comune di Montepulciano tra i 250 e i 600 metri, escluso il fondovalle della Valdichiana. I suoli sono sedimenti marini del Pliocene, sabbiosi in alto e argillosi più in basso, con depositi continentali più recenti sui versanti verso la Chiana. Il clima è mediterraneo con estati asciutte e circa 690 mm di pioggia; a settembre e inizio ottobre le forti escursioni termiche favoriscono gli aromi.
In cantina
Dopo l'appassimento le uve devono avere almeno il 28% di zuccheri, che salgono al 33% per Riserva e Occhio di Pernice; queste ultime si pigiano non prima del 1° gennaio. I recipienti diventano più piccoli salendo di categoria: fino a 300 litri per il Vin Santo base, caratelli fino a 125 litri per la Riserva e fino a 75 per l'Occhio di Pernice. L'imbottigliamento deve avvenire in provincia di Siena, in bottiglie fino a 0,75 litri.
Nel bicchiere
Il Vin Santo va dal giallo dorato all'ambrato carico, con profumo intenso ed etereo di frutta matura e un sorso ampio, vellutato e rotondo. L'Occhio di Pernice ha toni tra ambra e topazio con un bordo rossiccio, profumi ricchi e complessi e un finale lungo e dolce. Le gradazioni complessive sono molto alte: almeno 17% vol, fino a 21% per l'Occhio di Pernice.
Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.
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