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DOCPiù tipologieToscana

Pomino

Denominazione di Origine Controllata

Pomino è una DOC della Toscana, con vini di più tipologie.

Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore

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Toscana

Da ricordare

Piccola zona d'altura sopra la Val di Sieve, dove i vitigni francesi sono arrivati già nell'Ottocento. Anche il rosso affianca al Sangiovese il Pinot nero e il Merlot.

Storia

Il vino di Pomino era già noto nel Medioevo e viene ricordato da Francesco Redi nel «Bacco in Toscana». La svolta arriva a metà Ottocento con Vittorio degli Albizi, che dal 1855 sostituì Sangioveto, Canaiolo e Trebbiano con Pinot nero, bianco e grigio, Chardonnay e Sauvignon e nel 1867 sostenne la viticoltura specializzata in collina alta. La DOC è del 1983.

Territorio

Alta collina e bassa montagna sul versante della Val di Sieve, circa 40 km a nord-est di Firenze, con vigne tra 300 e 750 metri esposte soprattutto a ovest e sud-ovest. I suoli derivano da arenarie e marne, sciolti e poveri d'argilla, molto sassosi nella parte alta dove stanno le uve bianche più aromatiche. Il clima è temperato-fresco, con inverni rigidi, estati calde e forti escursioni tra giorno e notte.

In cantina

Anche il Rosso base deve passare almeno 6 mesi in rovere; il Rosso Riserva invecchia almeno 2 anni, di cui 12 mesi in rovere e 3 in bottiglia, il Bianco Riserva almeno 1 anno, di cui 8 mesi in rovere. La Vendemmia tardiva usa uve appassite sulla pianta, mentre il Vin Santo e l'Occhio di Pernice fermentano e maturano in fusti fino a 4 ettolitri ed escono dal 1° novembre del terzo anno. Lo Spumante resta almeno 15 mesi sui lieviti, la versione Riserva almeno 36.

Nel bicchiere

Il Bianco è paglierino con riflessi verdolini, dal profumo delicato e fruttato, asciutto con un leggero finale amarognolo. Il Rosso è rubino vivace con sfumature granate, vinoso e robusto, un po' tannico da giovane; la Riserva diventa più morbida, con sentori di frutta matura e di confettura. Il Vin Santo va dal paglierino all'ambra (granato nell'Occhio di Pernice), etereo e vellutato.

Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.

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