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DOCPiù tipologieToscana

Montescudaio

Denominazione di Origine Controllata

Montescudaio è una DOC della Toscana, con vini di più tipologie.

Dati verificati sul disciplinare in vigore, aggiornati a . Fonti · Segnala un errore

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Toscana

Da ricordare

Colline della bassa Val di Cecina, poco a nord di Bolgheri. Accanto al Sangiovese hanno spazio i vitigni bordolesi, favoriti dall'influenza del mare.

Storia

Il più antico legame della zona con il vino è etrusco: il cinerario di Montescudaio, del VII secolo a.C., raffigura un banchetto con un cratere. Nel 1092 Gherardo della Gherardesca donò vigneti al monastero da lui fondato. La DOC è stata approvata nel 1976 e pubblicata nel 1977; la revisione del 1999 ha aperto ai vitigni internazionali come i Cabernet.

Territorio

Le colline della bassa Val di Cecina, in provincia di Pisa, con vigneti per lo più tra 200 e 400 metri. I suoli vanno dalle argille delle colline ai medi impasti ricchi di ferro, fino ai terreni sciolti delle valli. Il clima è quello delle colline toscane interne, mitigato dai venti di mare, con 750-850 mm di pioggia concentrati in autunno e inverno.

In cantina

Le Riserve dei rossi richiedono almeno 24 mesi di invecchiamento, di cui 3 in bottiglia. Il Vin Santo si ottiene da uve appassite, con mosto di almeno 250 g/l di zuccheri, affina almeno 18 mesi in legno (contenitori fino a 500 litri) e si vende solo dal novembre del quarto anno dopo la vendemmia.

Nel bicchiere

Il Rosso è rosso vivo, che con l'età tende al granato, di buona corposità e armonico; le Riserve hanno profumo più ampio e complesso. Il Bianco è paglierino, fine e fruttato, asciutto e sapido. Il Vin Santo va dal paglierino carico all'ambrato, secco o amabile, caldo e vellutato.

Fonti: il disciplinare di produzione, consultabile nel registro europeo eAmbrosia delle indicazioni geografiche, e gli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Ministero dell’agricoltura (MASAF). La scheda è una sintesi a scopo di studio: percentuali, tipologie e regole di affinamento cambiano nel tempo e fa fede il disciplinare in vigore. Come lavoriamo. Cosa cambia tra DOCG, DOC e IGT? Leggi la guida. Hai trovato un errore? Segnalalo.

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